Mi dicevi “La selva turrita ci ride addosso” e da quel ponte esplodevano pensieri come fuochi d’artificio sui nostri sguardi attoniti. Camminavamo, scherzavamo, spesso eri triste e io ero là sempre pronto ad asciugarti le lacrime e fare tutto ciò che potevo fare per regalare un pò di azzurro ai tuoi occhi…Spesso ero giù io, colpito anch’io da malinconia e solitudine, ma ti trovavo sempre al mio fianco pronta a darmi tutto ciò di cui avevo bisogno: affetto, comprensione e calore umano.
E parlavamo, parlavamo, e ti sorprendevi delle mie esperienze negative, e mi consolavi che “D’ora in poi qui ci sono io e nessuno ti farà più del male”… Mi avresti protetto, e mi dicevi che ero il meglio che si poteva trovare, e mi facevi sentire amato e rispettato, quello che avevo sempre desiderato.
Volevamo fare grandi cose, e grandi piccole cose abbiamo realizzato, tante cose che nemmeno nei nostri sogni avremmo sperato di raggiungere, le abbiamo toccate, poi abbiamo abbandonato tutto, e di quell’albergo enorme che si stava costruendo abbiamo finito solo la reception…
Ci si preoccupava della distanza, che un giorno ci avrebbe portato in direzioni diverse, ci terrorizzava! Eravamo come H2 e O, eravamo stabili solo se relazionati insieme, praticamente insperabili. Ora le cerchiamo noi le direzioni diverse, anzi le pretendiamo. E probabilmente ci siamo già incamminati da tempo lungo binari che si allontanano necessariamente sempre più.
Due gocce d’eterno dicesti di aver trovato, forse, ma anche forse una era di una falsa infinitezza, per dirla in termini kierkegaardiani, e si è dissolta, te ne rimane almeno una, eterna, immutabile, ma sola. L’altra l’hai fatta cadere in un calderone di lava bollente ed è passata a miglior vita.
Che fine abbiamo fatto? Pensando a un tempo, come è possibile dedurne questo logicamente? Pare un incubo dal quale non si riesce a svegliarsi…
Perchè hai voluto ciò? Che fossi falsa per tutto il nostro periodo bello e sincera adessa o devo credere il contrario? In ognuno dei due casi, qualcosa non va o non è andato.
Ma tu non ricordi, o forse non vuoi ricordare, che la selva turrita non ti ha solo riso addosso, ma ci è stata anche compiacente più volte, e le sensazioni che abbiamo provato molto probabilmente sono irripetibili, ma tu neghi perchè non ricordi più niente…
E un grosso nodo alla gola mi sta lentamente tentando di uccidere… Voglio uscire, voglio disintegrare il nodo, scioglierlo nell’acido e correre verso quel cielo azzurro che mi spetta, giocando con nuova felicità e nuova vita, non importa come, non importa dove, l’unica cosa che importa è il “as soon as possible” perchè tutto ciò inizia a odorare di quelle vecchie semisconsacrate, che per troppo tempo sono state abbandonate e ben poco gli è rimasto di umano…